TheItalianlakesGuides

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mercoledì 26 aprile 2017

Una piccola grande meraviglia a Momo (NO)

Grazie a Vanessa che ci scrive...

Un pomeriggio quasi estivo in compagnia di tanti visitatori alla scoperta del piccolo oratorio della SS Trinità di Momo. Sito lungo la strada che collega Novara al Lago d’Orta, l’antica via Francisca già Settimia, l’oratorio nel tempo ha subito diversi ampliamenti che lo hanno trasformato da cappella de susta all’attuale chiesa a navata unica e quattro campate.
L’interno è riccamente affrescato con cicli pittorici che raccontano il Mistero Trinitario, la storia del Cristo dall’infanzia alla resurrezione, il Giudizio Universale con Paradiso e Inferno ma anche Purgatorio e Limbo.
Le storie sacre affrescate nelle nostre chiese e oratori suscitano sempre interesse e stupore.
Gli affreschi di Francesco Cagnola a Momo hanno incantato i nostri visitatori per la loro vivacità cromatica, la bellezza e la genuinità delle molte figure ritratte. Bellissimi fra gli altri gli episodi del “battesimo nelle acque del Giordano”, l’enigmatica “conversione della Maddalena”, il concitato “arresto di Gesù nel Getsemani. Rimangono alcuni quesiti: perché la scelta di tale o talaltro episodio? Gesù fanciullo era davvero l’enfant terrible come ci raccontano gli apocrifi?
Alcuni affreschi devozionali ricoprono inoltre le pareti esterne dell’edificio: sant’Antonio abate, san Giulio d’Orta e san Cristoforo osservano e proteggono i passanti ormai da secoli. Insieme abbiamo avuto modo di ricordare l’affetto, la fede e la speranza che hanno sempre legato i semplici a questi santi taumaturghi.
Ringrazio di cuore tutti i partecipanti con un arrivederci alla prossima “Apocalisse”.



©  Fotografie Giuliano Modesti















lunedì 10 aprile 2017

Gita fuori porta - il Museo Vela a Ligornetto


L'entusiasmo della nostra Simona è contagioso!
Ecco cosa ci secrive dopo la visita guidata di ieri a Ligornetto!

Splendido pomeriggio quasi estivo nel paesino ticinese di Ligornetto, sede del bellissimo e curatissimo Museo Vela. È una soddisfazione quando la passione del lavoro incontra quella del pubblico che ti ascolta, quando il lavoro di preparazione e studio di un luogo da visitare diventa occasione per scoprire una bella destinazione, che da tempo mi chiama, come guida e come amante della Bellezza.
Che strano trovarsi a ringraziare per aver lavorato, anche una domenica pomeriggio, grazie al gruppo dei nostri affezionati followers che non mancano le nostre gite.
Il museo è stata come spesso succede, una gradita sorpresa, per la bellezza delle opere, la cura del posto, il filo interessante per conoscere e riconoscere la nostra storia. Un altro tassello di conoscenza del nostro splendido territorio.
Alla prossima!






lunedì 13 marzo 2017

Castelseprio è patrimonio di tutti!

 Ecco l'usuale resoconto di Simona, dopo la visita guidata di domenica 12 marzo al parco Archeologico di Castelseprio. Ringraziamo la nostra amica Elena per le immagini fotografiche



Gli scavi di Castelseprio sono sempre un pò magici e particolari e diventano anche estremamente piacevoli quando si incappa in una giornata primaverile, di cielo azzurro e prati fioriti, come è successo domenica scorsa.
Il bel gruppetto di oltre 20 persone che si è lasciato tentare da questa visita ha potuto così godere insieme di un giro nella storia e anche di una bella passeggiata nella natura.
La visita si è assai dilungata, ma le due ore di spiegazione sono volate, tra gli scavi delle mura e dell’antico centro religioso, i reperti interessanti conservati nell’Antiquarium, gli aneddoti e le domande dei visitatori, tra cui questa volta c’era anche una “delegazione” di ragazzi, e soprattutto i meravigliosi e rarissimi dipinti di Santa Maria Foris Portas che hanno concluso degnamente il pomeriggio.
Un grazie di cuore a tutti i nostri fedelissimi visitatori e a quelli che ci scoprono man mano, che riescono con il loro entusiasmo a tenere viva la fiamma della passione per il nostro territorio, così ricco di storia e bellezza. 









lunedì 20 febbraio 2017

Un'altra chiesa poco conosciuta del varesotto!

La nostra Simona ha registrato un altro sold out per la sua visita di somenica 19 febbraio a Sesto Calende. Ecco cosa ci scrive...

L’Abbazia di San Donato non delude le aspettative: una chiesa ricchissima in ogni dettaglio di storia e arte, per le oltre 20 persone che hanno approfittato di questo bel pomeriggio di sole.
Già la storia rende questo luogo speciale: un nodo cruciale nei percorsi devozionali e non solo del Medioevo, un territorio che è la culla della civiltà di Golasecca, un luogo che è sacro fin dall’epoca celtica.
L’interno e l’esterno della grande chiesa portano innumerevoli segni di questi numerosi passaggi: alcuni piccolini come il draghetto sputafuoco sulla parete del nartece, alcuni imponenti come lo spettacolare presbiterio con le storie di San Siro e di San Gandolfo, alcuni nascosti come gli affreschi della cripta, alcuni curiosi come il Padre Eterno in stucco che “esce” dal soffitto della cappella del SS.Sacramento, alcuni prettamente artistici come gli affreschi della navata est, alcuni più “architettonici” come le basi delle colonne riscoperte nell’ultimo restauro, fino all’ultima chicca: un masso dolomitico usato come forma per lavorare a sbalzo le lamine di decorazione dei libri liturgici.
Insomma ciascuno ha avuto modo di soddisfare le proprie curiosità e il proprio gusto e passare così un piacevolissimo pomeriggio. Alla prossima!



 

martedì 7 febbraio 2017

A spasso nel Novarese

Un altro successo del nostro gruppo guide! La nostra "new entry" Vanessa ha ricevuto molti complimenti con la sua prima uscita dedicata al ciclo delle chiese del novarese a tema "Apocalisse". Ecco il suo breve resoconto della visita, arricchito dalle immagini del nostro Giuliano che ringraziamo di cuore!

Nonostante la giornata fredda e piovosa un discreto numero di visitatori ha raggiunto ieri la chiesa romanica di San Marcello Papa a Paruzzaro, piccolo centro dell’alto novarese poco distante da Arona e dal lago Maggiore.
Sfuggendo alla pioggia leggera ma insistente il gruppo ha trovato immediato riparo nella bella aula unica dell’edificio dove, sotto un notevole soffitto ligneo seicentesco, spiccano i numerosi e vivacissimi affreschi delle pareti.
Insieme visitatori e guida hanno indagato i grandi temi dell’abside affrescata da Sperindio Cagnola proprio durante il periodo del suo apprendistato presso il maestro Gaudenzio Ferrari.
Il gruppo ha poi ammirato le eleganti figure della Vergine del latte e santi affrescati dal galliatese Giovanni Antonio Merli e la ricca parete sud dell’edificio dove spiccano i 23 riquadri con le storie della Passione di Cristo e il Giudizio Universale, tema centrale quest’ultimo del breve ciclo di incontri proposto da Vanessa.

La pioggia rimasta pazientemente fuori ad aspettare non ha scoraggiato il gruppo che si è dedicato infine ad una visita degli esterni della chiesa, dalla facciata all'abside, dall’antico campanile al suggestivo ossario.

credit Giuliano Modesti

credit Giuliano Modesti

credit Giuliano Modesti

credit Giuliano Modesti

credit Giuliano Modesti

credit Giuliano Modesti

credit Giuliano Modesti

lunedì 23 gennaio 2017

La Chiesa di San Biagio a Cittiglio


Ancora un pomeriggio ricco di fascino per il folto gruppo in visita a Cittiglio, freddissimo certamente, ma ricco di fascino! Questa volta siamo andati alla scoperta della “nobildonna” del Romanico varesino: la chiesa di San Biagio.

Chi avesse visitato la chiesina negli anni ’90 si sarebbe trovato dentro a un anonimo stanzone intonacato, e ora… chi l’avrebbe detto che i restauri avrebbero svelato un così ricco corredo di reperti, affreschi, storia!
La piccola chiesa di San Biagio, da più di mille anni, è testimone della vita dei nostri territori, dei passaggi, delle battaglie, delle vicende delle famiglie nobili e di quelle popolari, storie che oggi si stanno pian piano svelando alla nostra conoscenza sotto forma di affascinanti affreschi, tombe, corredi, oggetti e monete.

Il gruppo è entrato in punta di piedi in un mondo antico e perduto e subito la fantasia si è scatenata di fronte a questi segni della storia che lasciano tanti punti di domanda: chissà perché quel giovane è stato sepolto con la testa aperta da un fendente? Dove avrà potuto conoscere la chimera lo sconosciuto frescante dell’abside?

Chissà che viaggio avrà vissuto chi ha lasciato qui la conchiglia di Santiago? 

Per chi non fosse riuscita a partecipare segnaliamo una nuova data! Il 5 febbraio, proprio a ridosso della festa del Santo patrono, e chissà che possiamo evitare i mal di gola quest’anno!








lunedì 16 gennaio 2017

Canonici versus apocrifi

Una soleggiata e fredda mattinata invernale ha accolto una ventina di impavidi per l'annuale passeggiata "ammazza-panettone", quest'anno in versione "soft", ma resa un pò difficle, sebbene incantevole, dalla nevicata dei giorni scorsi.

L'uscita è stata condotta dalla nostra Chiara, che ci scrive:
Tutti conoscono il viale delle cappelle del Sacro Monte di Varese, ma forse pochi si sono soffermati sull'adesione alle Sacre Scritture delle scene rappresentate. Il mio lavoro di ricerca è stato quello di estrapolare i brani dei vangeli canonici riferibili ai "Misteri del Rosario" e giustapporli alle decine di testi apocrofi, per trovarne similitudini e discordanze.
 
La parola vangelo letteralmente significa “buona novella”. Nel Concilio di Nicea indetto dall’Imperatore Costantino nel 325 d.C., la Chiesa Cattolica adottò i 4 Vangeli canonici e rigettò tutti gli altri. Ad insistere che i vangeli dovessero essere quattro fu Ireneo di Lione, un teologo del II secolo, il quale affermò che, come vi erano quattro angoli della terra, tracciati dai quattro fiumi e quattro venti, così non potevano che esistere 4 Vangeli.
Ho preso l'avvio dal prologo del Vangelo di Luca che cito testaulmente: “... Molti han posto mano a comporre un racconto degli avvenimenti che si son compiuti tra noi”. 
Forse "il molti" è un riferimento a quei vangeli in seguito rigettati dalla Chiesa e definiti “Apocrifi”. Nell’ambito della Chiesa la parola “apocrifi” ha assunto il significato di “falsi”, mentre il vero significato è “nascosti”. La parola greca è APOKRYPTEIN: APO = tutto, KRYPTEIN = nascondere. “sottratto agli occhi, cosa segreta”.  Questa definizione originariamente indicava quei libri la cui letteratura richiedeva una particolare iniziazione. Ancora oggi il termine è dispregiativo, questo perché di alcuni di essi non si conosceva l’origine o l’autore (spesso sotto forma di pseudonimo apostolico o prefetico), o contenevano errori dottrinali, o venivano utilizzati da eretici. Oggi vengono definiti LETTERATURA PROTOCRISTIANA PSEUDOEPIGRAFICA O NON CANONICA. 
Nonostante le censure gli apocrifi però sono giunti fino a noi e sono oggetto di studio e di approfondimento, nonchè fonte di ispirazione per artisti che necessitavano di riferimenti iconografici per la rappresentazione della cosiddetta "Biblia pauperum".

Ho trovato bellissima la definizione di Wenger (1955) “Gli apocrifi sono ruscelli provenienti da fonti torbide, ma essi talvolta portano nelle loro acque sporche delle pagliuzze d’oro”. 
Ed è proprio così! Quasi tutte le cappelle contengono riferimenti avulsi dai vangeli canonici e questo perchè proprio la figura di Maria è stata trattata dagli autori apocrifii, in primis all'interno del protovangelo di Giacomo.

Secondo l’autore Maria sarebbe appartenuta all’istituzione delle “vergini tessitrici” per il fatto che si credeva  che il velo del tempio da loro tessuto servisse per ricoprire il Santo dei Santi considerato come un “corpo umano” e per rivestire l’angelo ruah suo custode, identificato con il messia, suo figlio. Non guardiamo quindi al semplice telaio presente nella cappella come elemento comune alla formazione di tutte le fanciulle del tempo! E ancora, perchè sulla capanna non è presente la stella cometa? Perchè questa si era posata sulla grotta dove Maria ha partorito, poi si è spostata per dare l'annuncio e indicazioni a Magi.
Cito testualemnte: "Tre giorni dopo la nascita del Signore nostro Gesù Cristo, la beatissima Maria uscì dalla grotta ed entrò in una stalla, depose il bambino in una mangiatoia, ove il bue e l'asino l'adorarono. Si adempì allora quanto era stato detto dal profeta Isaia, con le parole: "Il bue riconobbe il suo padrone, e l'asino la mangiatoia del suo signore". Gli stessi animali, il bue e l'asino, lo avevano in mezzo a loro e lo adoravano di continuo.".
Ebbene sì il bue e l'asinello sono aggiunte apcrife che non trovano citazione nel vangelo secondo Luca.

Lo sapevate che esiste anche il vangelo secondo Giuda? L'aposto prediletto, l'unico che potesse tradire Gesù:  "I loro sommi sacerdoti mormoravano perché [egli] era andato nella stanza degli ospiti per pregare. Ma alcuni scribi erano presenti ed osservavano attentamente per poterlo arrestare durante le preghiere, perché avevano paura della gente, che lo considerava un profeta. Essi si avvicinarono a Giuda dicendogli : “Cosa ci fai qui? Tu sei un discepolo di Gesù”. Giuda rispose loro come essi desideravano. E ricevette del denaro e consegnò (Gesù) a loro."

E ancora... il nome della Veronica non compare nei vangeli canonici, dove invece si racconta l'episodio della donna anonima emorroissa la quale, toccando il mantello di Gesù, fu miracolosamente guarita. Sono gli Atti di Pilato, altro apocrifo che ci narra la scena e riconduce il nome Veronica e "Vera icona".
E per finire, la 14ima cappella è apocrifa al 100%, poichè prende spunto dal Transitus Virginis o Dormitio Mariae. Il testo più antico (parzialmente conservato in greco e più completamente in etiopico) è attribuito ad un certo Leucio, discepolo di S. Giovanni. La composizione nella forma attuale risale al IV-V secolo.

Qui si afferma l'incorruttibilità del corpo della Vergine (nessuna decomposizione) connesso alla incorruttibilità della divinità che aveva portato in grembo.

Molte curiosità, particolari quasi impercettibili come la firma del Silva e la meraviglia del paesaggio circostante coperto da un candido manto bianco ha reso molto speciale questa seconda uscita dell'anno.


Si ringraziano per le foto Mary e Silvio!